Con il contratto di locazione una parte si impegna a far godere all’altra un bene immobile per un periodo di tempo stabilito, dietro il pagamento di un corrispettivo. Questa tipologia di contratto è disciplinata dagli articoli 1571 e seguenti del Codice Civile italiano.
La risposta varia a seconda del tipo di contratto di locazione scelto e della destinazione d'uso (catastale) dell'immobile.
Esistono diversi tipi di contratti di locazione (Link Crea Contratto?) a uso abitativo, ognuno con caratteristiche specifiche:
Per immobili a uso industriale, commerciale, artigianale o professionale, la durata minima è di sei anni, rinnovabile per altri sei anni. Per immobili adibiti ad attività alberghiere, esercizio di imprese assimilate o attività teatrali, la durata minima è di nove anni, rinnovabile per altri nove anni.
I vincoli sulle durate sono rigidi e se le parti prevedono una durata del loro contratto di locazione inferiore o superiore rispetto a quella prevista dalla legge, la relativa clausola sarà
Scegliere la tipologia di contratto di locazione più adatta alle proprie esigenze richiede una valutazione attenta.
La legge impone durate minime per i contratti di locazione per garantire una certa stabilità e prevenire abusi, quindi non è possibile stabilire una durata totalmente libera. Infatti, non è possibile scegliere la durata di un contratto 2+2, ma è possibile sempre adottare un contratto 4+4. E’ possibile però indicare nel contratto che l’inquilino ha il diritto di recedere in anticipo, anche senza i gravi motivi. Il proprietario invece dovrà sempre aspettare la scadenza degli 8 anni prima di disdire il contratto, rispettando il preavviso, salvo i casi indicati nell’articolo 3 della Legge n. 431/1998.
Il contratto transitorio, pur essendo più flessibile, è soggetto a restrizioni: non può essere rinnovato e richiede una motivazione specifica legata alla temporaneità dell'esigenza abitativa. La motivazione puo’ essere sempre la stessa o variare alla stipula del nuovo contratto e puo’ essere o del proprietario o dell’inquilino.
Come funziona la cedolare secca?
La cedolare secca è un regime fiscale opzionale che consente ai proprietari di immobili locati di pagare un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle addizionali regionali e comunali. Questa imposta sostitutiva si applica sui canoni di locazione percepiti e può essere scelta al momento della registrazione del contratto di locazione o durante i rinnovi annuali. I vantaggi principali della cedolare secca sono :
La cedolare secca può rappresentare un vantaggio anche per l’inquilino. In particolare, questo regime fiscale vieta al locatore di richiedere l'aggiornamento ISTAT del canone di locazione, mantenendo così il canone di affitto invariato per tutta la durata del contratto.
Questo significa che l'inquilino può beneficiare di una maggiore prevedibilità e stabilità dei costi di locazione, senza temere aumenti an